DIECI CONSIGLI PER NON "PARTIRE" IMPREPARATI
ALCUNI UTILI SUGGERIMENTI PER CHI SI STA AVVICINANDO AL MONDO DELLA FOTOGRAFIA

Paesaggio Montano Autunnale


Ho realizzato questo articolo con l'intento di aiutare chi si sta avvicinando alla fotografia e desidera migliorare la propria tecnica senza dover affrontare, per il momento, testi più impegnativi.

Mi auguro che questi miei semplici consigli, senza alcuna pretesa di completezza né di totale efficacia, siano di valido contributo a tutti i neofiti di questo straordinario "mondo": la Fotografia.

 

 

1.  CONOSCENZA DELL'ATTREZZATURA

Ghiera di selezione modalitą di scatto, Canon EOS 40D
Canon 40D: ghiera di selezione modalità di scatto.

Non si può pretendere di realizzare buone foto se non si conosce bene il proprio mezzo fotografico.

Principalmente il corpo macchina, ma anche gli obiettivi ed altri accessori, tra cui i flash esterni, dispongono di svariati comandi e funzioni dei quali non si può trascurare l'esistenza. La lettura del manuale assume quindi un'indiscussa importanza, per poter sfruttare al massimo le potenzialità dell'attrezzatura.
Il passo immediatamente successivo consiste nell'applicare quanto appreso, al fine di prendere dimestichezza con il mezzo ed evitare di trovarci impreparati una volta che si è "sul campo".
Avere una buona familiarità con i comandi e con la loro disposizione, permette di velocizzare la fase di impostazione della fotocamera e consente di essere pronti a scattare in minor tempo.
 

 

 

2.  CONTROLLI PRELIMINARI

Prima di partire per un'escursione fotografica, è vivamente consigliato effettuare un check dell'attrezzatura.

Controllate innanzitutto la carica delle batterie (meglio averne con sé più di una, per ovvie ragioni), verificate che le schede di memoria siano vuote e formattate (in modo da avere a disposizione la massima capacità di memorizzazione) e accendete la fotocamera per verificare che tutto funzioni regolarmente.
Ripristinate le eventuali impostazioni "variate" (durante l'ultimo utilizzo) sui parametri che ritenete i vostri predefiniti.
Per esempio verificate la sensibilità ISO, quali punti di messa fuoco sono attivi, l'impostazione del bilanciamento del bianco, la modalitą di scatto (singola o continua), il formato di memorizzazione (JPEG o RAW), ecc.
Infine inserite nella vostra borsa fotografica solo l'attrezzatura di cui avrete realmente bisogno, evitando di portarvi appresso pesi inutili.

Display retroilluminato, Canon EOS 40D
Canon 40D: varie impostazioni mostrate dal display.

 

 

3.  SOGGETTO ED ELEMENTI CHIAVE

Wicklow Mountains
Un valido soggetto è la base per una buona foto.

Un valido soggetto è la base per una buona fotografia. Evitate invece temi troppo scontati o di dubbio gusto.

In particolar modo, nella fotografia paesaggistica, vi suggerisco di ragionare come segue: un paesaggio è generalmente composto da alcuni elementi chiave, ossia da quei "particolari" che lo caratterizzano e lo contraddistiguono da altri ambienti.

Dopo aver localizzato e analizzato questi elementi potrete:

- "assegnare" ad essi la stessa importanza, distribuendoli pariteticamente nell'immagine, quindi comporre l'intera scena;

- valorizzarne alcuni al fine di orientare l'attenzione dell'osservatore verso ciò che intendete far risaltare.

Per quanto riguarda altre tipologie fotografiche, come quella naturalistica, data la generale mancanza di elementi secondari in quanto tutta l'attenzione converge in linea di massima verso il soggetto, l'approccio diviene necessariamente differente: catturare il soggetto in azione, mentre caccia, corre, vola, ecc. valorizza il vostro scatto rispetto ad una classica ripresa statica.

 

 

4.  LUCE

La luce gioca un ruolo fondamentale nello scatto. Grazie ad essa potete attribuire all'immagine il carattere desiderato.

E' bene però sapere che la luce migliore per un paesaggio (e non solo) è generalmente quella delle prime e delle ultime ore del giorno, in cui i raggi solari, molto inclinati, enfatizzano la tridimensionalità dell'ambiente, distendono le ombre e rendono la luce più "morbida". Inoltre, i toni caldi dell'illuminazione attribuiscono allo scatto un'espressione quasi fiabesca.

Se invece state passeggiando in un bosco e rimanete colpiti dalla luce che filtra tra le fronde degli alberi, "disegnando" dei raggi luminosi, è utile sapere che in questa circostanza la luce migliore è quella delle ore centrali del giorno; i raggi solari, raggiungendo la maggior perpendicolarità rispetto al terreno, penetrano con più facilità fino al sottobosco.

Tramonto estivo, Lago di Varese
Il sole ormai tramontato crea sul lago
un'atmosfera dai colori surreali.

Un'illuminazione laterale può essere invece d'aiuto per far risaltare il volume del soggetto, ad esempio un ritratto, una scultura e così via. I dettagli dei particolari vengono accentuati dal forte contrasto che si crea in queste condizioni di luce. La fotografia delle colonnine, mostrata nell'articolo precedente (qui), può rendere meglio l'idea.

Infine, per quanto riguarda la macrofotografia, l'assenza di una illuminazione diretta e decisa (per es. in condizioni di cielo nuvoloso) permette di evitare che sul soggetto si vengano a creare ombre troppo marcate, in contrapposizione con aree altamente illuminate. In questi casi una luce morbida e ben distribuita è la condizione migliore.

 

 

5.  INQUADRATURA E COMPOSIZIONE

Veduta in Val d'Orcia, Pienza
In questo scatto si possono facilmente notare
diversi piani dell'immagine. Inoltre il muretto
funge da "guida" per l'osservatore, spingendo
il suo sguardo ad andare oltre il primo piano.

Per comporre delle apprezzabili fotografie è necessario possedere una buona tecnica e una giusta dose di creatività.

Al fine di migliorare queste importanti qualità, può essere di valido aiuto osservare i "lavori" dei migliori fotografi, professionisti e non, che con i loro scatti riescono a trasmetterci molto più che semplici immagini.
Inoltre, internet è divenuta un'insostituibile fonte di materiale fotografico, attraverso la quale è possibile trovare, con innegabile facilità, delle straordinarie realizzazioni; proprio dall'osservazione di quest'ultime vi consiglio di apprendere le tecniche così da perfezionare il vostro "occhio fotografico" ampliando quindi le vostre "vedute".

Tornando al lato pratico, per ottenere una buona inquadratura è consigliabile (in linea di massima) sfruttare la "regola dei terzi". Maggiori informazioni potete trovarle nell'articolo precedente, (qui).

Riassumendo brevemente il concetto, è buona norma decentrare il soggetto nell'inquadratura, posizionandolo nei terzi dell'immagine.

Inoltre vi suggerisco di distribuire i vari elementi chiave sui diversi piani dell'immagine.

Con il termine "piani dell'immagine" intendo una serie di strati immaginari posti a differenti distanze dall'apparecchio fotografico. Nella pratica, il primo piano, i piani intermedi e lo sfondo costituiscono i diversi piani dell'immagine.

Sfruttando tali piani è possibile:

- Attribuire ai vari elementi diversi gradi di importanza; gli elementi chiave in primo piano acquisiranno un peso maggiore rispetto a quelli più distanti.

- Guidare l'osservatore all'interno della scena. Se si distribuiscono i molteplici elementi con un certo criterio, ad esempio disponendoli secondo delle linee (convergenti, divergenti, curve, ecc.) e su differenti piani immagine, è possibile indirizzare l'attenzione dello spettatore verso determinati punti della fotografia.

 

 

6.  PROFONDITA' DI CAMPO E MESSA A FUOCO

Sfruttate le potenzialità della profondità di campo (PdC) per ottenere immagini totalmente nitide o soggetti su sfondi molto sfuocati. Per comprendere il significato della profondità di campo vi rimando all'articolo precedente, (qui).
Generalmente gli scatti paesaggistici sfruttano un'elevata profondità di campo per consentire all'osservatore di spaziare nitidamente dal primo piano allo sfondo e poter apprezzare totalmente i dettagli dell'ambiente ripreso.
Gli scatti macro invece tendono a ridurre al minimo la PdC, "staccando" il soggetto, perfettamente nitido, da uno sfondo molto morbido e sfuocato.

Messa a fuoco (MaF): ogni fotocamera moderna è in grado di mettere a fuoco un soggetto automaticamente. E' inoltre possibile variare i punti di MaF attivi, disposti in differenti zone dell'inquadratura, in modo da indirizzare l'autofocus verso ciò che più ci interessa.

La messa a fuoco però può anche essere gestita manualmente, disattivando l'automatismo mediante un apposito comando.

Martin Pescatore
Fotografia con ridotta profondità di campo:
il soggetto appare nitido (a fuoco) mentre
lo sfondo risulta mobido e sfuocato.

Questa funzionalità permette di controllare con maggior precisione la distanza del piano focale, molto utile nelle fotografie macro o in scarse condizioni di luce.
E' bene utilizzare anche un buon treppiede per evitare spostamenti accidentali della fotocamera. Senza un valido sostegno è facile ottenere fotografie sfuocate.

 

 

7.  ESPOSIZIONE

Menu Misurazione Esposizione, Canon EOS 40D
Canon 40D: menu "Misurazione Esposizione"

Le fotocamere possiedono generalmente più di una modalità di misurazione dell'esposizione. Il mio consiglio è quello di leggere attentamente il manuale della vostra macchina fotografica per comprenderne il funzionamento. Questo vi consentirà di evitare, o perlomeno di ridurre, gli scatti sovraesposti/sottoesposti causati da un'approssimativa conoscenza dello strumento.

Per chiarezza riporto due delle modalità più utilizzate:

- Misurazione Valutativa
La fotocamera analizza l'intera scena e calcola la media tra le esposizioni delle varie aree misurate. Io utilizzo prevalentemente questo tipo di misurazione. Successivamente allo scatto, guardo il relativo istogramma e verifico se la foto è stata esposta correttamente.

In caso negativo, agisco manualmente sull'esposizione (salendo o scendendo di un certo numero di stop) e ripeto lo scatto. Per maggiori informazioni riguardo l'istogramma e sulla sovraesposizione/sottoesposizione, fate riferimento all'articolo precedente, (qui).

- Misurazione Spot
La macchina fotografica analizza solamente una piccola porzione centrale dell'immagine. Questa misurazione è utile quando il soggetto ha una luminosità molto differente dallo sfondo (es. soggetto bianco, su sfondo scuro).

 

 

8.  TREPPIEDE

Il treppiede è un accessorio che non dovrebbe mai mancare nell'attrezzatura di un fotografo.

Alcune situazioni in cui l'utilizzo di un treppiede è altamente consigliato sono:

- Fotografia paesaggistica: permette di realizzare la composizione con maggior tranquillità, consentendo un'analisi più ragionata del soggetto.

- Macrofografia: aiuta a mantenere la fotocamera stabile, permettendo l'utilizzo della messa a fuoco manuale ed eventualmente di un telecomando per azionare la macchina fotografica a distanza.

- Fotografia notturna o per lunghe esposizioni: sorreggendo saldamente la fotocamera, risulta indispensabile per evitare il mosso durante le lunghe esposizioni.
 
 
 
 

Canon 50D su Manfrotto CX190Pro3
Treppiede Manfrotto 190CXPro3 + Testa 488RC2

 

 

9.  FILTRI

Filtro Hoya UV Pro1 Digital
Filtro Hoya UV Pro1 Digital

Nonostante l'esplosione del digitale abbia "mandato in pensione" certe tipologie di filtri fotografici, in quanto i relativi effetti sono facilmente riproducibili in post-produzione, ne rimangono alcuni che non possono essere replicati digitalmente, tra cui:

- Filtro Polarizzatore: grazie ad una particolare proprietà del vetro utilizzato, questo filtro permette di ridurre notevolmente i bagliori riflessi da specchi d'acqua ed altre superfici, come il vetro. Tale caratteristica permette di "recuperare" la trasparenza dell'acqua migliorando notevolmente la visione dei fondali marini, lacustri e molto altro ancora. Inoltre, sempre grazie alla stessa proprietà, consente di ottenere cieli più saturi e contrastati, minimizzando i riflessi causati dal vapore acqueo presente nell'aria.

- Filtri Neutral Density (ND): permettono di ridurre la quantità di luce entrante nell'obiettivo in maniera uniforme. Divengono indispensabili quando si vogliono effettuare lunghe esposizioni in ambienti molto luminosi. Infatti, pur impostando la fotocamera sul valore ISO più basso e sul diaframma più chiuso, non sempre si riescono ad ottenere tempi di esposizione sufficientemente lunghi.

Utilizzando questi filtri, disponibili in vari livelli di densità (in funzione della quantità di luce che sono in grado di trattenere), è possibile raggiungere i tempi di esposizione desiderati. Un utilizzo tipico di questi filtri è apprezzabile nelle fotografie di cascate, torrenti, ecc., in cui l'acqua, scorrendo, genera una morbida scia bianca (simile alla seta); un articolo interamente dedicato a questo argomento potete trovarlo qui.

- Filtri Graduated Neutral Density (GND): variante dei filtri Neutral Density. L'oscuramento del vetro si presenta graduale e si sviluppa da un'estremitą pił scura, gradatamente, verso una pił chiara. Vengono utilizzati principalmente nella fotografia paesaggistica per "comprimere" la gamma dinamica della ripresa, al fine di oscurare le aree più illuminate. Tali filtri consentono quindi di ottenere fotografie più "bilanciate"; una tipica condizione consiste, ad esempio, in un cielo molto più luminoso rispetto alle restanti aree inquadrate.

- Filtri UV: generalmente utilizzati per proteggere la lente dell'obiettivo da sporcizia, gocce d'acqua, graffi e urti accidentali, questi filtri nascono con lo scopo di filtrare i raggi ultravioletti, non visibili ad occhio umano, ma percepibili da pellicole e sensori fotografici. Tali raggi sono maggiormente presenti in alta montagna. Nonostante il loro effetto sia quasi impercettibile, permettono di ottenere cieli leggermente più tersi e immagini più nitide, oltre a ridurre lievemente possibili dominanti azzurre.

 

 

10.  POST PRODUZIONE

Mediante le moderne tecnologie digitali messe a disposizione dai software grafici in commercio, o dalle rispettabili alternative gratuite, è possibile intervenire sulle proprie fotografie in svariati modi.
La post produzione (PP) digitale è quindi un valido strumento per correggere e ottimizzare un'ampia serie di valori/elementi (parametri di scatto, tonalità, saturazione, imperfezioni, ecc.) non gestiti ottimamente in fase di scatto.

Non pensate però che, grazie alla post produzione, una pessima foto possa trasformarsi in un ottimo risultato. Uno scatto realizzato male rimmarrà tale anche dopo svariati interventi.

La post produzione non è la soluzione ad ogni problema, ma semplicemente un potente strumento che vi permetterà di valorizzare delle già valide fotografie.

Sforzatevi quindi nel realizzare delle ottime foto, prestando attenzione a tutte le componenti in gioco. Una volta rientrati a casa potrete perfezionare ciò che avete già meticolosamente immortalato.

Giusto per informazione, riporto alcuni tra i principali parametri sui quali è possibile agire in PP: esposizione, bilanciamento del bianco, recupero alte luci e ombre, luminosità, contrasto, tonalità, saturazione, rumore, nitidezza, aberrazioni cromatiche e vignettatura.


 
 
 
 
 
Alcuni strumenti di regolazione del software
Adobe Photoshop Lightroom
 

Strumenti di regolazione Photoshop Lightroom

 

 

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